CULTURA
Mi piace lavorare
Il lavoro che non c’è, il lavoro come dovrebbe essere. Che qualifichi e che nobiliti. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Lo dice la nostra Costituzione. Parole. Quasi una fantasia di altri tempi precedenti all’ultimo quindicennio. Infatti oggi è difficilissimo poter svolgere una occupazione adeguata alle proprie capacità o anche non adeguata ma possibile. E’ questa l’angoscia delle generazioni giovani.
E’infatti tristemente noto che la disoccupazione giovanile occupa ufficialmente la soglia percentuale del 29%. E va anche oltre. Ne’la generazione immediatamente precedente dei “giovani maturi” ha alcuna certezza del proprio futuro: il precariato è divenuto sempre più sottile. Nessuno più, ormai, nemmeno il governo, osa chiamarlo “flessibilità”. Perduto un posto non se ne trova un altro e il tempo trascorre inesorabilmente verso e oltre la quarantina. Allora sei fuori, out, da “rottamare”. Senza lavoro, senza certezze, il disagio cresce e si radicalizza in forme distorte di nuove e più profonde disparità sociali che incrementano violenza e criminalità. Che potenziano gli abbandoni affettivi.
All’interno del “ tunnel lavoro”, si manifestano, inoltre, ulteriori aspetti negativi. Mentre le speranze che la società si normalizzi si fanno attività e rabbia. Ma si fanno anche impegno civile e politico. Accanto alle proposte dell’opposizione democratica si è mossa, su questo enorme argomento, anche la forte mano ideale del buon cinema italiano di nuova generazione. Mentre le associazioni culturali, i circoli democratici, i coordinamenti giovanili danno vita ad incoraggianti iniziative di carattere “creativo”, ossia diverse dai moduli convegno-dibattito. Si vuole che i cittadini siano più presenti, protagonisti e partecipi di problemi che li riguardano direttamente o che passano accanto alle loro porte. Se si vuole scardinare il significato astratto e lontano che la gente spesso attribuisce alla parola, la politica reale e possibile deve essere territorio nel quale si esercita, deve essere gente con la quale si confronta ed alla quale dà ascolto. E’comunicazione e condivisione di cultura. Quindi è anche cinema. Questa la direzione scelta dal programma proposto dal circolo del Partito democratico “Marconi” del XV Municipio di Roma con il suo gruppo di esperti in tema di politica culturale formato, tra gli altri, da Enrico Pasini, Maria Teresa di Sarcina, Marzia Colonna, Stefano Spalletta, in collaborazione con l’Associazione Amici di Ponte di Ferro e il coordinamento dei giovani Democratici del XV. Durante i mesi di marzo e di aprile si darà vita alla proiezione di film nei quali sono protagonisti i vari aspetti del lavoro e le diverse situazioni determinate dalla sua attuale conduzione, o dalla sua improvvisa perdita.. L’intento, come si è detto è quello di porre a confronto diretto, su di un problema che è ormai emergenza, i cittadini del territorio e gli invitati di altre parti della città, con il mondo politico, le associazioni, i sindacati che hanno aderito all’invito rivolto. E che saranno presenti insieme ad alcuni interpreti delle pellicole.
Le proiezioni inizieranno alle 18,30 nella sede ospitante del circolo del Partito Democratico “Marconi” di Via Eugenio Barsanti (piazzale della Radio). L’ingresso è libero come libera e ben accetta la parola dei cittadini presenti.
Ha aperto il ciclo il 10 marzo il film”MI PIACE LAVORARE – MOBBING” di Francesca Comencini con Nicoletta Braschi, tratto da una esperienza di vita vissuta .Si tratta della persecuzione sul lavoro, appunto “mobbing” Com’è noto, si intendono con questo termine, tutti quei comportamenti violenti, abusi, angherie, “demansionamento”, ossia mancata attribuzione di mansioni lavorative posti in essere dal datore di lavoro nei confronti di un lavoratore efficiente ma sgradito ad altro titolo, profondamente lesivi della dignità professionale e personale. Lo scopo è quello di ottenerne, l’ autolicenziamento, aggirando in tal modo le leggi ancora esistenti in materia. Coniato negli anni settanta dall’etologo Konrad Lorenz per descrivere un fenomeno emarginativo nel mondo degli uccelli, dieci anni dopo lo svedese Heinz Leymann lo applicò con successo al mondo del lavoro. Non esiste in Italia una legislazione specifica sul mobbing la cui fattispecie rientrerebbe in reati penali quali le lesioni personali gravi o gravissime.(Difficilissima quindi la dimostrazione).
Il secondo film in programma, martedì 22 marzo, ”GUIDO CHE SFIDO’ LE BR" di Giuseppe Ferrara, con Massimo Ghini e Anna Galiena è il racconto cinematografico di grande impegno civile che ricostruisce la tragica vicenda del sindacalista CGIL Guido Rossa, operaio della Italsider di Genova, ucciso dalla Brigate rosse il 24 gennaio 1979.
Con il successivo film del 2006 “GIORNI E NUVOLE” del giovane regista Silvio Soldini, con Margherita Buy e Antonio Albanese, in programmazione il 30 marzo, si tocca un argomento di particolare presenza nella realtà: l’incertezza del lavoro e la conseguente instabilità familiare. Si entra in un ambiente totalmente diverso dal precedente: una famiglia borghese vive una la sua vita decorosa improvvisamente messa in discussione dalla perdita del posto di lavoro del marito. La crisi della coppia diviene invevitabile e soltanto al termine della rappresentazione si intravede data una piccola luce per i due protagonisti.
Il 7 aprile sarà possibile assistere alla proiezione del film “La fabbrica dei tedeschi”, del 2008 di Mimmo Calopresti con Valeria Golino e Monica Guerritore, drammatica narrazione del rogo dell’acciaieria TYssen-Krupp nel quale morirono sette operai.
Con “LA NOSTRA VITA”, film del 2010 di Daniele Luchetti, con Elio Germano, Raoul Bova e Luca Zingaretti, programmato per il 14 aprile, si affronta il tema scottante e amaro dell’incidenza del consumismo visto con gli occhi di un operaio rimasto vedovo, come rivendicazione dalla situazione propria e delle proprie figlie.
Conclude il ciclo il 21 aprile con “TUTTA LA VITA DAVANTI”film del 2008 di Paolo Virzì con Massimo Ghini, che offre un’analisi in chiave comica del precariato nell’Italia di oggi, delle ansie, delle aspirazioni dei giovani.
Il presente articolo vale (anche) come invito.
Il 26 maggio concluderà il ciclo sul lavoro una inziativa con Cesare Damiano e Marco Miccoli alla quale interverranno tutti gli ospiti delle precedenti proiezioni.
